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26/04/2026 | CINQUE TERRE Granfondo | Liguria - La Spezia (SP) | CIC |
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11/10/2026 | Granfondo del Montefeltro | Umbria - Gubbio (PG) | CIC |
| Data | Evento | Sport |
| 11/10/2026 | Granfondo del Montefeltro | CIC |
| 12/10/2025 | Granfondo del Montefeltro | CIC |
La seconda edizione della Granfondo del Montefeltro, organizzata dall’ASD Velo Club Gubbio (con il supporto del consorzio turistico GAU), ha chiuso la rassegna del Prestigio di Cicloturismo, di cui era tappa new entry valida per lo scudetto. La scommessa del circuito è stata ripagata: oltre 800 iscritti, in netta crescita rispetto all’esordio, segno della capacità degli organizzatori di attrarre nuovi ciclisti e di fidelizzare chi c’era già.
Il percorso si snodava tra Umbria e Marche, tra storia, natura e profumi delle Vie del Tartufo. Due i tracciati: quello lungo di 138 km con 2.095 metri di dislivello, che affronta Nogna, Valico Pantani, Serravalle di Carda, Moria, Scheggia e Cima Bottaccione, e quello corto di 80 km con 1.440 metri di dislivello. Salite impegnative, discese emozionanti e panorami che vanno dalle colline umbre alle vette appenniniche.
L’arrivo a Gubbio prevede una salita finale, la discesa e una serie di curve prima della piazza. Una soluzione tecnica che ha selezionato i gruppi e ridotto il rischio di volate compatte ad alta velocità. Sul percorso, nei punti più delicati l’organizzazione ha inoltre posizionato protezioni di sicurezza BoPlan, un’attenzione non scontata nelle manifestazioni amatoriali.
Pasta party davvero super
Grande festa alla fine al pasta party. Anzi, definirlo semplicemente pasta party rischia quasi di essere riduttivo. Ad attendere i ciclisti c’era infatti un’offerta gastronomica degna di un vero e proprio ristorante, con un’ampia scelta di pietanze e una particolare attenzione ai sapori e alle specialità del territorio. Diverse le possibilità per i primi piatti, dalla polenta accompagnata da un condimento tipico locale alle lasagne, fino ad altre preparazioni di pasta della tradizione. Altrettanto ricca la scelta dei secondi, con proposte a base di carne, polpette e contorni di verdure o patate arrosto. A completare il tutto, dolci fatti in casa, birra alla spina e caffè.
Un’offerta decisamente superiore a quella che siamo abituati a incontrare nei tradizionali ristori post-gara, sia per varietà sia per la cura riservata alla preparazione. Ma soprattutto, un ulteriore elemento che racconta la filosofia di questa manifestazione: non limitarsi a organizzare una gara ciclistica, ma costruire un’esperienza completa, capace di valorizzare anche l’ospitalità e le tradizioni gastronomiche del territorio.
Nel complesso, un successo per i numeri e per la qualità dell’esperienza. Dopo sole due edizioni la manifestazione mostra una maturità organizzativa importante e basi solide per crescere: sicurezza, cura dei dettagli e attenzione ai partecipanti ne sono i punti di forza.
Le classifiche
Percorso lungo
Un finale al cardiopalma ha deciso la gara maschile del percorso lungo. Il successo è andato a Luca Testa (A.S.D. Kaiser Team), che ha chiuso in 3h30’58?942. Alle sue spalle, a soli 1?258, si è piazzato Danilo Celano (ASD Team Go Fast). Terzo gradino del podio per Stefano Zoppi (A.S.D. Capitani Minuteria). I primi tre hanno tagliato il traguardo in appena quattro secondi, dopo oltre tre ore e mezza di corsa su 2095 metri di dislivello.
Nella prova femminile ha dominato Elisa Leardini (Team MG K Vis Promotech). Ha chiuso in 3h51’12?284 ed è arrivata 48ª nella classifica generale. Dietro di lei, Virginia Becchetti (A.S.D. Pedale Rosa) ha chiuso seconda a 6’47” dalla vincitrice. Loretta Giudici (ASD Bike House Squadra Corse) è salita sul terzo gradino del podio.
Percorso corto
Sul percorso corto, vittorie di Francesco Pirro (ASD Team Go Fast) e Rachele Chisci (ASD Fuorisellabike).
Le classifiche complete le trovate a questo link.
Da Cicloturismo - Cicloturismo & MTB Magazine ottobre 2026
Gran Fondo del Montefeltro 2026, il conto alla rovescia è iniziato: Gubbio, Appennino umbro-marchigiano, due percorsi e ultima prova del Prestigio. Il calendario è quasi arrivato alla fine, ma c’è ancora una strada da percorrere e potrebbe essere una di quelle che, una volta viste, fanno pentire di non averle inserite prima nel programma.
Domenica 11 ottobre, Gubbio ospiterà la seconda edizione della Gran Fondo del Montefeltro, appuntamento conclusivo del Prestigio 2026 di Cicloturismo e occasione ancora aperta per chi vuole chiudere la stagione con una granfondo diversa dalle solite. Le iscrizioni sono ancora aperte e, a questo punto, la domanda è abbastanza semplice: vale davvero la pena lasciarsela raccontare dagli altri?
L’ultima prova del Prestigio, ma non soltanto per chi cerca lo scudetto
Per chi sta inseguendo il Prestigio 2026, il conto alla rovescia è particolarmente importante: Gubbio sarà infatti l’ultima tappa del circuito, quello che quest’anno celebra la sua trentesima edizione. Per conquistare lo scudetto, il regolamento considera i percorsi lunghi delle prove previste dal calendario (Cicloturismo). Ma sarebbe riduttivo pensare alla Gran Fondo del Montefeltro come a una semplice gara da spuntare sul calendario.
Anche perché la prima edizione, disputatasi nell’ottobre 2025, aveva già lasciato una buona impressione: circa 700 partecipanti e un percorso capace di convincere proprio per la combinazione fra difficoltà, ambiente e qualità delle strade. E quest’anno la formula è stata confermata.
Due percorsi, niente complicazioni: un medio da circa 80 chilometri e 1.440 metri di dislivello e un lungo da circa 138 chilometri con oltre 2.000 metri di dislivello. Una scelta che permette di affrontare la giornata secondo le proprie gambe, senza trasformare l’evento in una gara a tutti i costi.
La vera sorpresa? Il modo in cui si pedala qui
Chi è abituato a scegliere una granfondo guardando prima di tutto chilometri e dislivello potrebbe fermarsi ai numeri, mentre è quando si guarda la strada che cambia la prospettiva. Il percorso attraversa infatti l’Appennino umbro-marchigiano, muovendosi fra Gubbio, Pietralunga, Pianello, Serravalle di Carda, Piobbico, Acqualagna, Cagli e Cantiano, prima del ritorno verso Gubbio.
E qui entra in gioco uno degli aspetti sottolineati anche dagli organizzatori: non è una granfondo estrema. Le salite ci sono, eccome, ma non bisogna immaginare una successione di muri impossibili. Il carattere del percorso sta piuttosto nella continuità e nella possibilità di pedalare su strade che, soprattutto in questa stagione, diventano parte integrante dell’esperienza.
Il Nogna apre il lungo con 5,3 chilometri al 5,4% medio, poi arrivano il Valico Pantani, la lunga Serravalle di Carda – prevista sul lungo – e la più breve ma decisamente più cattiva Moria, 2,2 chilometri al 9,2% medio. Più avanti ci sono il Valico di Scheggia e la Cima del Bottaccione.
E poi c’è l’autunno. I colori dell’Appennino in ottobre e i recenti interventi sull’asfalto sono proprio alcuni degli elementi che, secondo l’organizzazione, hanno colpito maggiormente i partecipanti della prima edizione.
Gubbio vale già il viaggio
Poi c’è un’altra questione che spesso, quando si parla di granfondo, viene messa in secondo piano: dove si va a pedalare. Gubbio non è semplicemente il punto segnato sulla cartina dove mettere la partenza e il traguardo, è una città che merita una visita anche indipendentemente dalla bicicletta, con il suo centro storico e il patrimonio artistico che caratterizza uno dei borghi più importanti dell’Umbria. Ministero della Cultura
Ed è proprio questo uno dei motivi per cui il weekend può essere interessante anche per chi non pedala. L’organizzazione ha predisposto strutture alberghiere, ristoranti e servizi convenzionati, mentre il programma del fine settimana comprende anche iniziative collaterali. Tra queste, è prevista una pedalata con persone con disabilità nella giornata precedente alla gara. Insomma, c’è un motivo per arrivare a Gubbio già dal Venerdì e non soltanto qualche ora prima della partenza.
Gubbio-Acqualagna-Gubbio: anche il territorio entra nel percorso
Il nome stesso della manifestazione racconta una parte importante dell’esperienza: Gubbio-Acqualagna-Gubbio. Acqualagna è uno dei territori italiani maggiormente legati al tartufo e l’appuntamento di ottobre cade proprio nel periodo in cui il tartufo bianco diventa uno dei protagonisti della stagione gastronomica locale. L’itinerario ciclistico diventa quindi anche un modo per attraversare un territorio dove sport, tradizione e cucina sono strettamente collegati.
Dopo la fatica, invece, ci sarà un pasta party che l’organizzazione punta a riproporre sulla scia del gradimento ricevuto nel 2025, con una proposta che guarda ai sapori del periodo e del territorio. Fra i primi piatti è prevista anche polenta con funghi e salsiccia, insieme ad altre proposte. È un dettaglio apparentemente piccolo, ma fa la differenza quando una granfondo vuole essere qualcosa in più della semplice sequenza ritiro pettorale–partenza–arrivo–macchina.
Se eri indeciso, questo è il momento
Manca ormai meno di un mese, ed è proprio questa la fase in cui una granfondo rischia di sfuggire: il calendario è già pieno, la stagione sembra praticamente conclusa, magari si pensa di rimandare tutto al prossimo anno.
La Gran Fondo del Montefeltro nasce invece con caratteristiche che la rendono interessante proprio in questo momento della stagione. È l’ultima tappa del Prestigio, ma anche una destinazione da scoprire. È una granfondo impegnativa senza essere estrema, immersa in un paesaggio che in autunno cambia completamente volto. Ed è un weekend che può funzionare anche per chi accompagna.
La prima edizione ha dimostrato che il percorso può lasciare il segno. La seconda è l’occasione per capire se quella sensazione viene confermata. E per chi non è mai stato a Gubbio, forse la domanda giusta non è «perché dovrei andare?». È «perché dovrei farmela raccontare?»
Le iscrizioni sono ancora aperte.
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Da Matteo Conforti - Cicloturismo & MTB Magazine settembre 2026